Social Media

023 – Be Social – parte 2

Che tu abbia iniziato oggi a scrivere il primo blog della tua vita o che sia già un veterano della tastiera una tra le cose più importanti da fare è entrare in contatto con gli altri. Perché? Se non hai la risposta a questa domanda, non continuare nemmeno a leggere 😛

L’uomo è un animale sociale, si sa diciamo da più di qualche tempo. Quello che risulta difficile da capire però è quando finisce la libertà di dire quello che voglio e comincia la “costrizione” di dire quello che gli altri vogliono sentire.

Alle volte è inevitabile trovarsi in disaccordo, ma siamo proprio sicuri di essere solo noi ad avere ragione? E se avessimo ragione entrambi? Io ed il mio interlocutore?

Blog 101 da Zero a Eroe – Giorno 23

La consegna di oggi è un po’ diversa dal tema che sto proponendo, ma c’è un perché

Ecco la consegna di oggi: Visita altri cinque partecipanti all’evento blog che hai scelto ieri. Lascia almeno due commenti.

Visto che ieri non ho partecipato all’evento blog – dato che già sono attivo in altri gruppi – oggi anzichè commentare porto avanti la tesi che si possa dire quello che si vuole nella migliore forma che gli altri vogliono sentire. Sarò un po’ provocatorio per stimolare la discussione per chi voglia partecipare.

Blog 101 da Zero a Eroe – Giorno 23 – Svolgimento

A mio umile parere, è possibile dire tutto e il contrario di tutto. C’è chi è a favore di una cosa e chi è contro su praticamente ogni argomento. Da questo punto di vista non dovrebbe essere difficile dire quello che si vuole … basterebbe cercare solo il pubblico adatto.

Raccontare quello che si vuole, sia in forma scritta che a voce o in video è una cosa assolutamente legittima, ed ognuno ha tutto il diritto (e questo blog ne è una prova) di mettersi lì e comunicare quello che vuole. Ricevere il feedback “che si vuole” o che si vorrebbe, però, non è altrettanto legittimo a mio avviso. Mi spiego subito. E’ un passaggio prettamente logico.

Se io posso pensare quello che voglio, e gli altri sono persone con gli stessi miei diritti, allora anche gli altri possono pensare quello che vogliono … il che potrebbe non coincidere con quello che io penso debbano pensare.

mirko lamberti - mindMi hai seguito? Io penso una cosa, qualcun altro può pensare tutt’altro. Non è interessante il confronto (“ah, io ho ragione e tu no”, bla bla bla) ma l’incontro (“hum, io con la mia esperienza sono arrivato a pensare questo, lui/lei invece pensa quest’altro. Dov’è con la sua mente? Come faccio a raggiungerla? Quali sono le strade che portano dal mio pensiero – assolutamente valido e legittimo – al suo – altrettanto valido e legittimo?”). Nel primo caso non servono molti strumenti intellettuali per ragionare, basta arroccarsi nella propria idea e respingere l’altra, nel secondo caso bisogna uscire dalla propria zona di conforto, cercare alternative, fare magari uno o più passaggi logico/cognitivo/cultural/linguistici e – cosa più difficile di tutte – dare ragione all’altra persona. Potrebbe venir fuori che uno dei due la pensava così solo perché gli mancava qualche altro elemento nel ragionamento, oppure che tutti e due hanno ragione perché partono da esperienze personali differenti.

Il concetto di scarsità

Un personaggio che mi piace tanto e che seguo quando posso – su YouTube visto che dal vivo non ho ancora avuto l’onore di conoscerlo – è Igor Sibaldi. Nella sua intervista sul libro dell’abbondanza racconta molto bene questo concetto di scarsità. Consiglio di guardare tutta l’intervista perché molto interessante.

mirko lamberti - stradaE il concetto è questo: “Se un amico si compra una Porche, noi subito pensiamo che l’abbia presa a noi. Come se al mondo esistessero solo 5 Porche, una è quella del nostro amico e le altre 4 sono già state vendute”. Ecco perché – tra le altre cose – nascono invidia, battutine di basso valore, antipatie, ecc.

Estendendolo alle idee si potrebbe applicare la stessa cosa. Se io ho un’idea e un’altra persona ha un’altra idea sullo stesso argomento, ecco che una deve per forza essere migliore dell’altra, quando invece potrebbero essere due idee che si completano o semplicemente che partono da presupposti differenti.

Un esempio non mi viene in mente purtroppo. Lo sto cercando ma non mi viene. Appena ne avrò uno aggiornerò il post.

I trigger mentali

Un libro che voglio consigliare, poi, per capire alcuni dei “driver” principali che regolano la mente umane in termini di scelte e formazione di idee è “Le armi della persuasione” di Robert B. Cialdini ben riassunte in questo video animazione (doppiato dal grande Ciro Imparato).

Non voglio dilungarmi oltre perché altrimenti scriverei un papiro. Mi limito a dire, in conclusione, è: siamo sicuri di aver ragione su quello che pensiamo così fortemente? e se la ragione stesse anche nel nostro interlocutore? Come fare a capire come muoversi?

Gli strumenti che uso io sono molto semplici. In base a quello che si vuole ottenere, qual è la strada migliore?

Un forte abbraccio e … al prossimo post

 

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